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1 Ottobre 2025Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione del lavoratore originata, in occasione di lavoro, da una causa violenta da cui può derivare un’ inabilità al lavoro:
– inabilità permanente (assoluta o parziale);
– inabilità temporanea assoluta (comporta l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni…).
L’infortunio può comportare, in alcuni casi, la morte del lavoratore.
La legge italiana stabilisce che è dovere del datore di lavoro garantire la sicurezza e la salute dei propri dipendenti e, in caso di infortunio, attenersi a specifiche procedure.
Quando un dipendente subisce un incidente sul posto di lavoro, è una situazione delicata che richiede una gestione rapida e corretta. Sapere cosa fare passo dopo passo aiuterà a tutelare sia la salute del dipendente che dell’azienda.
Di seguito un breve reminder su cosa fare in caso di infortunio sul lavoro del proprio dipendente.
Adempimenti del Datore di Lavoro:
1 – Prestare i soccorsi immediati:
Assicurare che il lavoratore riceva subito le cure necessarie sul luogo di lavoro prestando il primo soccorso e chiamando i mezzi di emergenza.
2 – Richiedere il certificato medico:
Il lavoratore infortunato deve presentare al datore di lavoro un certificato medico o della struttura sanitaria dal quale si evince la diagnosi, la prognosi e il giorno dell’evento.
3 – Denunciare l’infortunio all’INAIL:
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- Infortuni con prognosi > 3 giorni: Il datore di lavoro deve inviare una denuncia telematica all’INAIL entro due giorni dal ricevimento del certificato medico.
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- Infortuni con prognosi < 3 giorni: Deve essere inviata una comunicazione all’INAIL entro 48 ore per fini statistici.
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- Eventi mortali o che potrebbe provocare la morte: La denuncia va effettuata entro 24 ore anche con pec o altro mezzo idoneo a comunicare all’INAIL l’evento.
- Dalla denuncia si deve evincere: Dati anagrafici del dipendente, Dati aziendali (denominazione, sede, codice fiscale), Data e ora dell’infortunio, Luogo e descrizione dettagliata dell’evento
4 – Riferire gli estremi del certificato medico:
Nella denuncia all’INAIL, è necessario allegare i dettagli del certificato medico già trasmesso dal medico o dalla struttura sanitaria.
5 – Pagare la retribuzione durante il periodo di carenza:
Corrispondere al lavoratore l’intera retribuzione per il giorno dell’infortunio e il 60% per i successivi tre giorni.
6 – Aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR):
Se l’infortunio è significativo, il datore di lavoro deve aggiornare il DVR entro 30 giorni per valutare nuove misure di prevenzione e protezione.
Adempimenti del Lavoratore (in breve):
- Denunciare l’infortunio al datore di lavoro.
- Riferire al datore di lavoro il certificato medico rilasciato dal medico o dalla struttura sanitaria.
ATTENZIONE va comunicato con le stesse modalità sopra esposte anche il cosiddetto Infortunio “in itinere”, cioè quello occorso ai lavoratori durante il normale tragitto che il lavoratore compie per recarsi al lavoro o per rientrare a casa, o per spostarsi tra due luoghi di lavoro.
Ulteriori adempimenti
Conservazione di tutta la documentazione, come il certificato medico, la copia della denuncia INAIL e la documentazione interna (ad esempio, le registrazioni del primo soccorso).
La visita medica al rientro da eventi di infortunio Nel caso in cui un lavoratore incorra in un’assenza per motivi di salute di durata superiore a 60 giorni continuativi, prima del suo rientro al lavoro, qualora sia ritenuta necessaria dal medico competente al fine di verificare l’idoneità alla mansione, il Datore di Lavoro ha l’obbligo di sottoporlo a visita medica. Qualora non ritenga necessario procedere alla visita, il medico competente è tenuto a esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.
Prevenzione futura. Dopo aver gestito l’infortunio, è fondamentale analizzare cosa è successo e valutare se ci sono misure di sicurezza da migliorare. In questo modo l’azienda ridurà il rischio di futuri incidenti e dimostrerà l’attenzione alla sicurezza dei dipendenti.
Affrontare un infortunio con calma e seguendo i passaggi corretti non solo permette di essere in regola con la legge, ma rafforza anche il rapporto di fiducia con i dipendenti.
La loro sicurezza è la priorità.
ATTENZIONE la denuncia di inforutnio all’INAIL è un adempimento obbligatorio per il datore di lavoro che non può essere trascurato, non solo per la tutela del dipendente, ma anche per evitare conseguenze legali e amministrative.
Ecco un riepilogo delle sanzioni principali previste dalla normativa italiana:
- Sanzioni amministrative pecuniarie
La mancata o tardiva denuncia di un infortunio con prognosi superiore a tre giorni è un illecito amministrativo sanzionato con una multa. L’importo della sanzione amministrativa pecuniaria varia e può andare da € 1.290,00 a € 7.745,00.
È importante sottolineare che, in alcuni casi, la sanzione per omessa o ritardata comunicazione degli infortuni a fini statistici (prevista dal D.Lgs. 81/2008) può essere applicata al posto di quella per la mancata denuncia all’INAIL, ma anche in questo caso le multe sono significative.
- Diffida obbligatoria
La violazione dell’obbligo di denuncia di infortunio rientra nell’ambito della “diffida obbligatoria”. Se il datore di lavoro non ha denunciato l’infortunio, può ricevere una diffida da parte degli enti competenti (INAIL o Ispettorato del Lavoro) che lo invita a regolarizzare la sua posizione.
In caso di ottemperanza alla diffida e al pagamento della sanzione in misura ridotta (pari a € 1.290,00, ovvero il minimo previsto), il procedimento sanzionatorio si estingue.
- Rischi legali e penali
Se l’infortunio è grave o mortale, le conseguenze per il datore di lavoro possono essere ancora più severe. L’omessa denuncia può aggravare la sua posizione in caso di procedimenti penali per lesioni colpose o omicidio colposo. In questi casi, la sanzione non è più solo pecuniaria, ma può includere l’arresto o la reclusione, a seconda della gravità dell’evento e della violazione delle norme di sicurezza.
Inoltre, se l’azienda è un ente (società, associazione, ecc.), può essere ritenuta responsabile “amministrativamente” per i reati commessi dai propri dipendenti (ai sensi del D.Lgs. 231/2001), con conseguenze che vanno da sanzioni pecuniarie a misure interdittive (ad esempio, la sospensione o la revoca di autorizzazioni).
- Conseguenze civili
Anche se la sanzione amministrativa può essere evitata, l’omessa denuncia non esonera il datore di lavoro da eventuali richieste di risarcimento danni da parte del dipendente. L’infortunato, infatti, può agire in sede civile per ottenere il risarcimento per danni non coperti dall’INAIL, come il danno biologico non patrimoniale o morale.
In conclusione, denunciare un infortunio sul lavoro non è solo un atto di responsabilità, ma un obbligo di legge il cui mancato rispetto può comportare gravi ripercussioni economiche, legali e penali.




