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10 Novembre 2025Un recente caso affrontato dal Tribunale di Latina (sentenza n. 1105 del 6 ottobre 2025) ha ribadito un principio fondamentale nel diritto del lavoro: anche un’assenza giustificata può portare al licenziamento se non correttamente comunicata al datore.
Il Caso
Un lavoratore, arrestato per circa un mese, aveva informato solo alcuni colleghi della sua situazione, ritenendo sufficiente tale comunicazione. Tuttavia, il datore di lavoro ha contestato l’assenza ingiustificata per 15 giorni, applicando la sanzione espulsiva prevista dal contratto collettivo per assenze superiori ai 5 giorni non giustificate.
La Decisione del Tribunale
Il giudice ha riconosciuto che la causa dell’assenza (la carcerazione) era legittima, ma ha sottolineato che il lavoratore non ha adempiuto all’obbligo di comunicazione formale e tempestiva. Secondo il Tribunale, la comunicazione deve essere:
• Circostanziata
• Tempestiva
• Esaustiva
La semplice informazione verbale a colleghi non è sufficiente. È necessario che il datore sia messo in condizione di organizzare adeguatamente l’attività produttiva.
Principi Richiamati
Il Tribunale ha fatto riferimento ai principi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.), sottolineando che il comportamento del lavoratore ha compromesso il vincolo fiduciario. Anche in stato di detenzione, il dipendente avrebbe potuto attivarsi tramite terzi per informare l’azienda.
Conclusione
Il mancato rispetto dell’obbligo di comunicazione può giustificare il licenziamento, anche se l’assenza è legittima. La sentenza rappresenta un monito per tutti i lavoratori: comunicare in modo chiaro e tempestivo è un dovere imprescindibile.
Considerazioni
Premesso, che un licenziamento anche se per giusta causa, e pur sempre un provvedimento disciplinare, il datore di lavoro non puoi saltare la procedura disciplinare, ex art.7 L.300/70 anche se il comportamento del dipendente sembra grave.
Per tale motivo, è obbligatorio, per l’azienda affiggere il regolamento azienda, in luogo accessibile a tutti i dipendenti, perché la mancanza rende le sanzioni non valide, anche se previste dal contratto collettivo.
Il regolamento aziendale definisce in modo chiaro quali comportamenti sono vietati e quali sanzioni si applicano evitando interpretazioni soggettive e garantisce parità di trattamento tra i dipendenti.
Pertanto, in caso di contestazioni o ricorsi, il datore può dimostrare che il lavoratore era informato preventivamente delle regole e delle conseguenze, rafforzando, in tal modo la legittimità delle sanzioni disciplinari, inclusi i licenziamenti per giusta causa.



