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18 Ottobre 2025Con il D.lgs. 24/2023, l’Italia ha recepito la Direttiva UE sul whistleblowing, imponendo nuovi obblighi alle imprese. Le aziende con almeno 50 dipendenti, o che operano in settori sensibili (sicurezza, ambiente, appalti pubblici), devono attivare canali interni riservati per la segnalazione di illeciti.
Il dipendente che segnala comportamenti scorretti è tutelato da misure contro ritorsioni, licenziamenti o discriminazioni. Le segnalazioni possono essere anonime e devono essere gestite da soggetti competenti e indipendenti.
A partire dal 2025, l’ANAC ha avviato un’intensa attività di controllo sull’effettiva implementazione dei canali interni di segnalazione, con l’obiettivo di veri care la conformità normativa e tutelare i diritti dei segnalanti. Le prime sanzioni comminate evidenziano un quadro critico, in cui molte organizzazioni non hanno ancora adeguato i propri sistemi o lo hanno fatto in modo parziale e inefficace
Le sanzioni
Nel primo semestre del 2025, sono state emesse sanzioni amministrative pecuniarie con importi variabili tra 10.000 e 50.000 euro. Le violazioni più frequenti riguardano: la mancata istituzione del canale interno di segnalazione; l’assenza di procedure formalizzate per la gestione delle segnalazioni; la carenza di misure di tutela contro le ritorsioni; la gestione non conforme dei flussi informativi; la mancata formazione del personale coinvolto. Le sanzioni sono state comminate sia a enti pubblici (comuni, aziende sanitarie, società in house) sia a soggetti privati, con particolare attenzione ai settori ad alto rischio corruttivo e alle organizzazioni che adottano il Modello 231.
Dai report ANAC emerge che molte aziende hanno attivato canali di segnalazione solo formalmente, senza garantirne l’effettiva operatività. In alcuni casi, le piattaforme digitali non erano accessibili, non garantivano l’anonimato o non prevedevano un sistema di tracciabilità. Altri enti hanno, invece, affidato la gestione delle segnalazioni a soggetti non quali qualificati, senza definire ruoli, responsabilità e procedure. È emersa anche una di usa carenza di formazione, con personale ignaro delle modalità di gestione e dei principi di riservatezza.
Le sanzioni oltre ad avere un impatto economico, generano conseguenze rilevanti sulla reputazione, sulla governance e sulla compliance dell’ente. La mancata conformità può costituire un indicatore di rischio nei sistemi di controllo interno, influenzare negativamente le valutazioni di trasparenza e integrità e compromettere la difendibilità in sede penale, soprattutto per gli enti che adottano il Modello 231. La gestione del whistleblowing diventa quindi un presidio strategico, da integrare nei processi di audit, risk management e formazione.
Per le imprese siciliane, in particolare quelle artigiane e agricole, è fondamentale adeguarsi per evitare sanzioni e promuovere una cultura aziendale basata su trasparenza e legalità.




